Secondo uno studio pubblicato a ottobre 2009 "oggi in Italia informarsi sulla salute online è, di fatto, un’abitudine consolidata che ha modificato e, fa continuamente evolvere, il rapporto medico-paziente e che mette in luce la necessità di un’informazione accessibile ma certificata e di qualità."
La stessa abitudine, negli Stati Uniti, è ormai talmente comune che i medici americani iniziano a parlare di una nuova malattia, la "googleite": cercare su Internet più informazioni possibile al minimo sintomo di malessere, fino a convincersi di avere qualche malattia più o meno sconosciuta o qualche altro problema di salute. Al punto che il medico curante, quando viene finalmente consultato, spende più tempo per spiegare al paziente che è arrivato a conclusioni errate partendo da informazioni inaffidabili che per la visita vera e propria (o per "compilare online i certificati medici"...).
Niente Internet in medicina, dunque? Come sempre, la verità sta nel mezzo: avere accesso ad altre fonti di informazione oltre al medico non può e non deve sostituirlo, ma può comunque essere utile, come dice Donatella, madre di un bimbo autistico:
"dopo una settimana che avevo il computer ero già iscritta a una mailing list sull'autismo. Grazie a Internet ho potuto imparare parecchio sull'autismo, incluse (ben prima che se ne parlasse in Italia) le teorie e terapie più moderne."
Il metodo giusto, quindi è usare Internet per essere in grado di fare le domande giuste o capire appieno certe risposte che otteniamo dai medici, senza rinunciare alla loro competenza.
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